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24, Nov 2021
Proprio in questi giorno a Milano alcuni municipi hanno tolto finalmente il crocifisso.

Proprio in questi giorno a Milano alcuni municipi hanno tolto finalmente il crocifisso. Il primo, a quanto pare, è stato il Municipio 8, credo che anche il 6 abbia seguito il suo esempio.
Inutile dire che la destra ha subito protestato.
Non c'è niente da fare. Ogni tentativo di rimarcare la laicità e l’aconfessionalità dello Stato, viene sempre boicottato dai soliti noti.
Potevano essere di qualsiasi altro partito e invece, guarda un po’, proprio quel residuato fascista di FdI si è opposto… appoggiato ovviamente da tutti gli altri residuati fascista che si trovano nell’estrema destra.
Ah, per tutti quelli che dicono “Ma FdI non è Fascista!11!unouno!!” rispondo che, senza scomodare lo scandalo della “lobby nera” (dove sono stati fra i protagonisti), nella loro bandiera stessa c’è la fiamma tricolore, si, esatto, quella MSI.
Lega-CP-FN-FdI sono tante facce dello stesso fascio, un modo legale per ritirare fuori le stesse ideologie del “oʇıʇɹɐd”. Ricordiamo che fra di loro si chiamano “patriota”, e lo usano volontariamente come sinonimo di “ɐʇɐɹǝɯɐɔ”.
A protestare più di tutti per la rimozione delle croci c’è Riccardo Truppo, noto per fare congressi istituzionali con alle spalle la croce celtica.
Il dibattito FdI=fasci 2.0 si chiude qua.

A non chiudersi, invece, è il dibattito sul crocifisso nelle scuole, nei luoghi pubblici e dello Stato.
Purtroppo sono tanti i falsi miti che girano, ed i catto-fascisti in politica li ripropongono tutti per ovvi motivi di propaganda.

0. La legge nasce attorno alla metà degli anni 20, ed indovinate un po’? E’ proprio il partito fascista a volerla.
Ed ecco che, per voleri del “ǝɔnp”, da quel momento in poi scuole, uffici pubblici, tribunali e tutti i luoghi che avevano a che fare con la sfera pubblica hanno cominciato ad esporre la croce.

1. Ad oggi non mi risulta ci siano sentenze in merito al crocifisso in parlamento e nei tribunali. Gli unici processi che ci sono stati riguardavano le scuole pubbliche (ultimo il caso di Terni) e la persona fisica del giudice Tosti.

2. Sì, seppur in passato le prime sentenze sono state ridicole che hanno definito quello strumento di tortura romano eretto a simbolo sacro come segno di “laicità dello stato” (lol) e valori come “tolleranza” e simili, l’ultimissimo ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (il caso del professore di Terni) ha invece ribadito l’inconciliabilità dell’esposizione della croce con i principi di laicità e neutralità dello Stato.

3. Ad oggi, nelle scuole non si attua quindi più per obbligo la legge fascista che impone l’esposizione dei crocifissi. Nonostante ormai ci siano per abitudine, la normativa vigente lascia in mano all’istituto e alla singola classe la scelta di esporre QUALSIASI simbolo.
La Cassazione quindi, invece di mettere una pietra tombale sull’argomento, ha preferito rimettere la scelta in mano al cittadino.

4. E’ da capire, e chiedo a chi ha studiato e si è laureato in legge, se tali direttive della Cassazione si applichino anche in altri contesti, come ad esempio tribunali e comuni, o se essendo sentenze specifiche sulle scuole, valgono solo per quelle.
Mi risulta che le legge fascista sul crocifisso nei luoghi dello Stato sia ancora in vigore.

5. Per quel che riguarda i tribunali, c’è tutta la vicenda del giudice Tosti che, dapprima condannato addirittura a 7 anni di carcere, viene assolto in via definitiva in corte d’appello.
Tuttavia la vicenda, seppur storica, non ha sortito nulla di fatto su questo tema e non ha modificato in alcuna maniera le leggi in vigore.

Normative a parte, che siamo fuori dal mio campo di conoscenze, resta il problema principale.
Lo Stato è e deve essere neutrale. Così come non espone bandiere di specifici partiti, non è corretto che esponga neanche simboli di qualsiasi religione.
Religione, partitismo, squadre di calcio, ideologie specifiche e tutto quello che rende tribali deve essere solo ed unicamente relegato alla vita privata del cittadino.

Qualcuno vuole la croce? Bene, se la mettesse al collo, se la tatuasse in fronte, se la ficcasse al culo. Può farci tutto quello che vuole e ci sono mille usi fantasiosi dello strumento.
E guai a chi gliela toglie e gli impedisce di esercitare la sua libertà di culto.
Ma no, non può e non deve invece appenderlo come segno di dominio ideologico in un luogo che è di tutti, dai religiosi di qualsiasi confessione ai non religiosi.
La Cassazione ha fatto una scelta codarda.
Se io, dietro a tutti simboli sacri (specialmente quelli cristiani e islamici) ci vedo morte, discriminazioni, guerre, abusi, pedofilia e tutta una serie di atrocità che si sono perpetrate nella storia e durano ancora oggi, perchè devo entrare in un tribunale o in un luogo pubblico e trovarmi questi simboli del male che troneggiano sopra la testa, ad esempio, di un giudice?
Perchè mio figlio deve stare in una classe che ha sulla parete un cadavere mezzo nudo e torturato, che oltre a maledire alberi di fichi, ha insegnato al mondo il senso di colpa e chiama “peccato” cose a mio avviso più che legittime e lecite?

Se la Cassazione permette a chiunque di mettere quello che vuole nelle scuole, posso reputare lecito mettere la scritta “FICTION”, che è ormai il simbolo della Repubblica Atea?


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