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26, Nov 2021
Il 25 Novembre c’è stata, come consuetudine, la giornata contro la violenza sulle donne.

Il 25 Novembre c’è stata, come consuetudine, la giornata contro la violenza sulle donne.
Avrei moltissime critiche da fare, ma sono temi di cui parlo spesso e quindi è inutile stare a ripetere le stesse cose.
Fra l’altro, se devo dirla tutta, proprio perchè i problemi delle donne esistono e sono reali, in questo articolo non so quanto sia utile state lì a snocciolare critiche alla narrazione femminista, perchè è mio interesse concentrarmui sui veri problemi e non sempre e solo sulle battaglie ideologiche.
Premetto quindi che oggi si parlerà di donne e basta, evitate quindi roba tipo “eh ma gli uomini” dato che della mia categoria ormai ne parlo sempre.

Visto che voglio mantenere un equilibrio nei miei post, scriverò di medicina, nello specifico di tumore del seno.
Premetto... di andrologia (e quindi di problemi alla prostata) ho scritto tanto semplicemente per via del lavoro che faccio. Sto tutti i giorni nelle sale operatorie di urologia, pertanto rene, vescica e prostata sono gli organi che conosco meglio.
La chirurgia al femminile l’ho vista davvero ma davvero poco (eccetto ovviamente rene e vescica) e quindi sull’aspetto più ginecologico ho forti lacune. L’unico intervento a cui ho assistito è stato di isterectomia fatto su mia madre, dovuto ad un prolasso della vescica.
-Ok, la privacy di mia madre è appena andata a quel paese.-
Comunque, questo per dire che sarò più sintetico rispetto all’altra volta perchè il tumore al seno è una materia che esula molto dalla mia area di esperienza professionale. Non si tratta quindi di una differenza di interesse o gravità, ma semplicemente di ignoranza del sottoscritto. Sono certo che in molti, a livello divulgativo, ne abbiano parlato molto di più e molto meglio di me. Sicuramente sul sito dell’Airc troverete notizie più precise.

Detto questo, andiamo nel vivo del discorso.
Fortunatamente, e questo mi fa ben sperare della nostra società, ho visto in giro moltissimi cartelli di sensibilizzazione sulla salute femminile, in particolare per il tumore al seno.
A Roma anni fa le metro e gli autobus erano tappezzati. Recentemente mi è capitato di vedere qualche cartellone in giro per Milano.
E questo a ragione ben veduta. Se il tumore alla prostata rappresenta il 20% dei tumori diagnosticati agli uomini, e sono numeri assurdi, il tumore al seno arriva addirittura ad essere il 30% dei tumori riscontrati nelle donne.
Stiamo parlando di oltre 50.000 diagnosi nuove ogni anno… e rappresenta circa il 15% di tutti i tumori in Italia. E’ attualmente la forma di neoplasia più frequente sul nostro territorio ed è il tumore femminile che miete più vittime.

Per questo è importantissima una grande campagna di sensibilizzazione, ma soprattutto di prevenzione. Infatti, esattamente come ogni tumore, la diagnosi precoce è importantissima.
Grazie al progresso medico la mortalità è in forte diminuzione, tuttavia si sta riscontrando invece un aumento delle diagnosi sulle ragazze giovani.
Sarebbe interessante capirne le cause.

I fattori di rischio sono vari e, come potete facilmente intuire, la genetica la fa da padrona.
Per favore, care lettrici, non date retta a scemenze come medicina Hameriana, medicine alternative varie, e tutta quella fetta delirante di ciarlatani che millantano all’origine dei tumori dei presunti traumi… e che poi suggeriscono metodi totalmente privi di evidenza scientifica, da intrugli a frullati, da erbe a sedute di psicologia (che, mi spiace, non cura il tumore, al massimo aiuta a vivere meglio la malattia).
Parlo al femminile per un motivo, ma il consiglio vale in generale per tutti. La scelta di rivolgermi esplicitamente alle donne è dovuta al fatto che, purtroppo, così come il complottismo si è visto avere un pubblico maggiormente maschile, la parte new age e medicine alternative ha invece come fruitore primario le donne.
Quindi in generale non affidatevi a certi cialtroni, ma in particolare voi donne, visti i numeri dal punto di vista epidemiologico, dovreste essere due volte più attente.

Oltre alla genetica, le cause possono essere ormonali, il primo ciclo mestruale nel caso sia particolarmente precoce, obesità, fumo e consumo di alcolici.
Non mi imbarco, invece, sul dibattito della pillola anticoncezionale poichè, pur aumentando i fattori di rischio di tumore al seno, si è visto ridurre i fattori di rischio di altri tumori.
Alzo le mani. Consultate sempre un ginecologo prima di prendere una qualsiasi scelta di sorta.

La prevenzione è importantissima. Oltre alle solite linee guida sulla dieta sana, sul fare attività fisica e sul non consumare eccessivamente alcolici (importantissimo), si è visto che anche l’allattamento al seno riduce i rischi.

Importante è l’autopalpazione. Ne avrei voluto parlare anche per il tumore al testicolo dell’uomo, ma poi sarei andato molto lungo. Nel caso del tumore al seno, invece, dato che l’autopalpazioe è fondamentale, è bene avvisare che esistono guide dove si spiega alle donne come procedere e come sentire se ci sono cambiamenti o anomalie.
Il tumore al seno, purtroppo, è una sorta di killer silenzioso, nel senso che -a parte l’ingrossamento di alcune ghiandole- non presenta sintomi particolari, dolore o altro. Anzi, meno dell’1% delle donne dichiara di sentire male. Quindi a maggior ragione controlli regolari sono fondamentali, poichè -ripeto- la diagnosi precoce è fondamentale per il superamento della malattia.
Nel caso qualcuna di voi trovasse qualcosa di strano o sentisse un ingrossamento delle ghiandole mammarie, senza allarmarsi poichè potrebbe essere banalmente di tutto, da una semplice infiammazione all’influenza, è sempre comunque estremamente indicato chiamare il proprio medico e, se il professionista che vi segue lo ritenesse opportuno, procedere con una ecografia. Da lì in poi, a seconda dell’esito, passare ad esami più approfonditi.
Esiste anche un programma nazionale che prevede lo screening biennale per tutte le donne over 50 e annuale per le over 70.
Dato che, come tutti i tumori, la familiarità incide, in caso di sospetti è possibile consultare un genetista che vi aiuti a fare esami mirati.

Cosa fare in caso di diagnosi tumorale?
Dipende molto dal tumore, ma la via più usata è quella chirurgica attraverso mastectomia.
Questa può essere parziale o totale. Quando possibile, si cerca di mantenere integra il più possibile la mammella, rimuovendo solo il quadrante interessato. Qualora il tumore fosse esteso, è invece necessaria la rimozione totale.
A volte, dopo il chirurgico, potrebbe essere utile anche la radioterapia. Questo serve per salvaguardare soprattutto il capezzo che, il più possibile, si cerca di conservare integro.
In alcuni casi, qualora ci fosse rischio di metastasi o fosse già in corso, si procede anche alla rimozione dei linfonodi ascellari.
Oltre a questo, è prevista una fase chirurgica ricostruttiva, purtroppo sono poco informato e non so se viene eseguita durante il primo intervento oppure in fasi successive, magari solo quando si ha la certezza di guarigione. Dovrei chiedere in giro, adesso sono curioso.
Come ho detto in apertura, non mi è ancora mai capitato di poter assistere ad un intervento del genere. Magari in questi giorni, mentre gironzolo per le sale, provo a vedere se riesco a trovare dove lo fanno e me lo guardo.

Un’altra strada percorribile è la terapia farmacologica. Si parla di chemioterapia, di terapie ormonali e di immunoterapia. Chi di voi ha letto il mio precedente intervento sul carcinoma prostatico sa che di farmacologia non so una fava e quindi, come ho fatto in passato, anche questa volta eviterò di andarmi ad impelagare in campi troppo lontani dal mio.

Ci tengo comunque a fare una rassicurazione. Nonostante ci sia ancora il falso mito di questo tumore incurabile, che uccide tutti, fra complotti di case farmaceutiche e altro, è importante affidarsi sempre a dei professionisti e alla scienza.
Ma non solo, è importantissimo anche sostenere la ricerca.
Ad oggi mi sento di dire che, seppur la battaglia contro i tumori (plurale) è ancora lunga, abbiamo imparato a difenderci molto bene e le aspettative di guarigione, e la qualità stessa della vita dei malati, sta migliorando volta per volta.
Quindi, se qualcuna di voi ha una diagnosi tumorale, non deve arrendersi. Questo è proprio il momento in cui dovrebbe mostrare tutta la propria resilienza.

Ovviamente, lo ripeto ma spero che sia chiaro, nulla di quello che ho scritto ha la pretesa di essere un manuale diagnostico, men che meno è mia intenzione fare abuso di professione medica o altro. Non sono medico, non sono abilitato ad esercitare e quindi, se avete problemi e cercate un consulto, non ha senso scrivere a me perchè non saprei rispondere o aiutarvi.
Per qualsiasi problema di tipo medico rivolgetevi sempre e solo a degli specialisti.

Detto questo, rinnoviamo tutta la nostra solidarietà alle donne vittime di ogni forma di violenza, e a tutte le donne vittima di tumore, un mostro senza volto ne’ anima.
Ok, all’anima non ci credo… diciamo solo senza volto.


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