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14, Dic 2021
Firma la petizione

Esistono vittime di attacchi con acido da parte dei propri partner o ex partner.
È un problema reale, ma poco noto.
Ad oggi, sono riuscito a contare circa 17 vittime, di cui un morto.
Non so se sia 17+1, oppure 17-1. Non sono riuscito a risalire a tutti i nomi, e mi sono basato solo su articoli a tema. In Italia, quindi, ci sono circa 17 persone (così si tiene un valore intermedio) che sono state sfigurate dall'acido.
Parlo di sesso misto, è un problema trasversale a tutti e due i generi.

La prima volta che ne sentii parlare fu per le vicende di Lucia Annibali. In tv divenne caso nazionale, addirittura si mobilitarono l'ex presidente della Repubblica Napolitano ed il Papa. Lucia, dopo la sua triste tragedia, ha ricevuto sostegno da parte di tutti e alla fine è riuscita a pagare gli interventi necessari per avere una vita sostenibile, seppur piena di complicanze. Ha ricevuto persino il titolo di Cavaliere dell'ordine al merito della Repubblica.
E’ anche entrata in politica ed è membro della camera dei deputati.
Anche se lo Stato non ha sborsato una lira, comunque non è stata abbandonata ed ha ricevuto, nella terribile disgrazia, la solidarietà delle persone e delle figure del governo.
Il mostro che l'ha assalita si è giustamente beccato 20 anni di carcere per tentato omicidio e ancora sta scontando la pena.

Poi è stata la volta di Gessica Notaro. Anche lei vittima di acido. Anche lei ha ricevuto, come è giusto che sia, il sostegno di tutti. Nel tempo è diventata un po' il volto della lotta contro la violenza sulle donne, ed è stata spesso ospite in tv. Anche lei, grazie al sostegno della comunità, ha trovato il denaro per potersi pagare gli interventi ed avere, con gli inevitabili problemi annessi, una vita dignitosa.
Gessica riceve, come Lucia, il titolo di Cavaliere.
Lo Stato, nuovamente, non ha sganciato un soldo, tuttavia neanche lei è stata abbandonata.
Il mostro che ha assalito Gessica è stato condannato a 15 anni di carcere per tentato omicidio ed ora è dentro.

Ormai la violenza sulle donne è sulla bocca di tutti, come è giusto che sia.
Nuovi casi, speciali in tv, articoli di giornale, manifestazioni in piazza e via dicendo. La coscienza popolare si è finalmente svegliata... ma solo in una direzione.
Il problema è quando accade il contrario, ossia quando l'uomo è vittima.

Anni fa scoprii il caso di William Pnj Pezzulo, risaliva al 2012 ma ne venni a conoscenza troppo tardi. La prima cosa che dissi fu "Vabbè, è un caso isolato!", perché in effetti così pensiamo tutti... solo che è falso.
Il motivo è semplice, lo pensiamo perché non sappiamo, e non sappiamo perché non se ne parla, e non se ne parla perché c'è un gap empatico:
La sofferenza dell'uomo ci lascia impassibili a livello societario.

Anche fosse "un caso isolato" (e NON lo è), meriterebbe per questo meno empatia?
Cazzo, è una persona, non un numero!

Cosa accade quando l'uomo è vittima?
Nessun sostegno della comunità per Pezzulo, nessun titolo di Cavaliere della Repubblica, nessun presidente o papa lo ha incontrato. Non ha i soldi per pagarsi gli interventi, ha perso il lavoro, ha dovuto pagarsi da solo le spese legali (30.000 euro!) ed infine, beffa delle beffe, nonostante di tutti e 17 gli acidificati italiani William sia quello che ha subito lesioni più gravi in assoluto, la donna che lo ha assalito si è presa solo 8 anni da scontare ai domiciliari per “lesioni aggravate” (NON tentato omicidio).
Se ve lo state chiedendo, ad oggi non ha ricevuto un solo euro di risarcimento, zero più totale. L'assalitrice si è dichiarata nullatenente e, nel frattempo, ha scontato la sua brevissima pena uscendo addirittura dopo pochi mesi di prigione poichè si è fatta mettere incinta, ed ora si è rifatta una vita e mette su FB le foto con il suo nuovo marito.

Come mai? Beh, la risposta è ovvia, agli occhi dei giudici e della società lei non è un mostro, le donne non lo sono mai.
A parità di reati, le donne ricevono sempre pene minori (che bello il privilegio maschile!).
Il mostro, in questo caso, è Pezzulo, o per lo meno così è stato dipinto sui social da orde di persone (spesso di sesso femminile) che, ignare della reale storia, per partito preso hanno detto "Chissà cosa avrà fatto a quella povera ragazza! Se lo sarà meritato! Gli sta bene!".
Perché questa è la realtà, l'uomo vittima è sempre e comunque carnefice... è sempre colpa sua…

Per la cronaca, Pezzulo ha solo avuto la pretesa di dire "No". Un semplice "Non ti amo, chiudiamo la nostra storia".
La donna, vedendosi rifiutata, si è vendicata.
In Italia "no" vuol dire "no" solo se hai la vagina, a quanto pare.

Per ben due volte alcuni suoi amici hanno provato a chiedere anche per William il cavalierato.
Se ne è occupato Fabio Nestola e, in una serie di articoli de “La Fionda”, spiega tutta la vicenda.
La prima volta hanno dato un “NO” secco, e la motivazione è stata agghiacciante… semplicemente non gli interessano le vittime maschili e per loro sono di poco conto.
La seconda volta non gli hanno neanche risposto, hanno proprio ignorato a piè pari.

A quel punto mi sono chiesto "Quante vittime da acido di sesso maschile ci sono in Italia? Sono davvero di poco conto?"

Come ho detto in apertura, 17 totali di sesso misto… e voi sarete portati a pensare che ci saranno sicuramente 16 donne e solo William Pezzullo.
No, purtroppo no.
Le donne sono 6.
Restano fuori altri 11, e sono tutti uomini... cioè il doppio.

Ed il morto?
A questo punto ci arriverete da soli. E’ avvenuto a Brindisi, la vittima si chiamava Rosario Almiento, 52 anni.
Non se ne è parlato praticamente da nessuna parte. Solo ed unicamente giornali locali. Nessuno speciale in tv, nessun grande media, niente di niente.
Un uomo che muore non fa notizia.
Se fosse stata una donna invece?
Guardiamo in faccia la realtà. La risposta la sappiamo tutti. Avrebbero creato probabilmente una giornata mondiale dedicata a lei, intitolato una piazza, un'aula in parlamento e chissà cos'altro.
Ma per Rosario nulla di tutto questo, solo l'oblio.

Anche se superfluo, perchè confido nel vostro buonsenso, è bene precisare che le vittime sono vittime, indipendentemente dal sesso. Tutti devono ricevere aiuto, tutti devono ricevere la stessa empatia, tutti devono potersi rifare una vita... ma soprattutto, ed è questo che fa schifo, lo Stato non li deve abbandonare e deve sopperire alle loro cure.
La cosa che critico è il gap empatico che, nuovamente, rende invisibile l'uomo.
Perchè a noi uomini non sono riservate le stesse attenzioni che vengono date alle vittime donna?
Perchè, nonostante tutto, è pieno ancora di idioti che negano con forza l'esistenza della discriminazione maschile ed il gap empatico?

Se lo Stato ci abbandona, allora siamo noi a dover fare qualcosa.
Pertanto vi chiedo di firmare una semplice petizione, si tratta di un gesto che punta alla parità.
Proviamo per la terza volta a chiedere il cavalierato per William.

Firmate, condividete, sensibilizzate.
Fatelo per l’uguaglianza.
https://www.change.org/p/al-presidente-sergio-mattarella-diamo-il-titolo-di-cavaliere-alla-repubblica-a-william-pezzulo?fbclid=IwAR1GBOT4sSsQd6Jkoqc6_-mRxoZDaIHKQoLGs5kp8ueafbvPy6L1eDv1dgE


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