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7, Dic 2021
E prima fu il tempo dell'ICI, la Chiesa non lo pagava e lo Stato Italiano glielo permetteva.

E prima fu il tempo dell'ICI, la Chiesa non lo pagava e lo Stato Italiano glielo permetteva. Venne la Cassazione ad obbligarli a versare quanto dovuto.
Poi ci furono gli arretrati mai risarciti, difficili da calcolare per via di tutti gli immobili che hanno, e nuovamente lo Stato Italiano non li ha chiesti indietro. Neanche le pressioni dell'UE sono riuscite a smuovere la situazione tanto che, ad oggi, non li hanno mai ridati.
In fine venne la Tari, la tassa sui rifiuti. "Credevamo che non si dovesse pagare, non era nel trattato!", diceva il clero. "Tranquilli, non ci interessa.", rispose nuovamente l'Italia.
Ed ecco giungere la Corte Suprema che, dando ragione all'Ama (azienda di nettezza urbana romana), sancì che i luoghi di culto dovevano pagarla eccome.
Ma prontamente il PD, in un emendamento al decreto fiscale, mette subito una nuova clausola ad hoc che li esime dal versare in futuro quanto dovuto.
Non sarà retroattivo il nuovo provvedimento, devono quindi sborsare oltre 70k di arretrati, ma tanto andrà a finire come per il debito contratto per l'ICI.

Ha senso, come protesta, imbrattare i muri delle chiese?
La nostra risposta è "Sí e No".
Con questo non stiamo dicendo che lo faremo, men che meno vi incitiamo a farlo a vostra volta. Tuttavia non ci sentiamo di criticare e condannare un atto di subvertising, specialmente se ne condividiamo le motivazioni.
L'importante è che, il "vandalo" che lo fa, prenda di mira solo muri costruiti di recente, e non danneggi edifici storici ed opere d'arte. Approviamo le pasquinate mirate e strategiche.
Questa, nello specifico, forse non è fra le più riuscite, ma è un inizio. Magari la prossima volta lo facesse qualcuno che sa disegnare meglio.
In più vi ricordo che, nonostante il nostro forte disprezzo nei confronti di tutte le religioni e le fedi, siamo fortemente contrari ad ogni atto lesivo nei confronti delle persone e della loro libertà di culto. Pertanto, se qualcuno volesse liberamente protestare contro l'ennesima "clericata della settimana" (come le chiama giustamente UAAR), che non vada a rompere i coglioni ai fedeli, non disturbi le loro funzioni e non deturpi l'arte.

Secondo noi di WBB, la Tari non la pagavano per paura che poi se dovevano butta' da soli.

Per il resto, è proprio per via di queste porcate che bisogna sostenere eventi come il Festival delle Arti censurate, ossia il festival della blasfemia. Quest'anno si è tenuto a Napoli, l'anno prossimo spingeremo per portarlo a Milano.


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