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10, Dic 2021
Conoscete la fallacia del “vero scozzese”?

Conoscete la fallacia del “vero scozzese”?
E’ un errore logico estremamente comune che fanno un po’ tutti, e si può applicare a qualsiasi argomento.
L’esempio più classico è quello degli haggis.
A: “Tutti gli scozzesi mangiano l’haggis.”
B: “Mio zio è scozzese, ma non gli piace l’haggis.”
A: “Si, ma ogni VERO scozzese mangia haggis.”

E quindi, chi è un "vero scozzese"?

Per andare sul personale, questo è quello che mi sento rispondere tutte le volte, dai miei amici stranieri, quando gli dico che non bevo caffè.
“Ma come, un italiano che non beve caffè? Tutti i veri italiani bevono caffè”.

In pratica questa fallacia ha origini molto semplici, si parte da un pregiudizio, si estende il pregiudizio a regola universale, e quello che esula da tale pregiudizio “non è vero”... poiché ad essere “vero” è, per l’appunto, il pregiudizio stesso. Il luogo comune diviene dogma.

Un vero italiano è tutto pizza, pasta e mandolino. Eppure, se facciamo un conto, nessuno di noi sa suonare il mandolino. Chi cazzo suona il mandolino nel 2020?
Questo ci renderebbe “falsi italiani”?
Io poi, essendo intollerante al lattosio, la pizza quasi manco la posso guardare… dovrei essere il meno italiano di tutti?
Beh, strappatemi i documenti allora! :D

E’ semplicemente uno stereotipo, eppure, chi crede ciecamente in tale stereotipo sarà portato a dire che il “VERO X" è esattamente come lo dipinge lui.

Ma cosa c’entra questo con l’immagine che ho messo?
Beh, i più svegli di voi lo avranno già capito.

Chi mi legge assiduamente, o ha seguito le mie dirette, sa bene che sono un forte oppositore del femminismo.
Come sempre, preciso che “femminismo” non è affatto sinonimo di “donne” e men che meno di “diritti delle donne”. Si può parlare di diritti delle donne anche senza essere femministi, così come si può parlare di politica senza aderire ad un partito specifico. Essere “femminista” non dà l’esclusiva su certi temi, per fortuna.
Come ho detto spesso, è anche improprio parlare del femminismo al singolare, e sarebbe più corretto analizzare i femminismi, al plurale… tuttavia, proprio come per le religioni, nonostante ci siano differenti confessioni, ci sono anche dei dogmi di base che li accomunano.
Il dogma che condividono tutti i femminismi è “Donna sempre oppressa e discriminata, uomo sempre carnefice e privilegiato”, riassumibile in PaTrIaRcAtO, ossia il dominio sistemico dell’uomo.
E sulla base di questo dogma irrazionale rileggono la storia, i problemi sociali e le dinamiche relazionali e di coppia.
Ovviamente, proprio come ogni buona religione, ognuno dei vari femminismi dice di essere “quello vero”, e non riconosce gli altri. Vedesi la guerra fra quello “intersezionale” e quello “radicale liberale” sul tema dei trans.
Infatti rido sempre da morire quando sento la ridicola frase “Ma quello non è vero femminismo!”, poichè altro non è che la scusa che inventano tutti i fedeli della religione woke quando gli si mostrano le palesi contraddizioni del loro culto ginocentrico ed estremista.

Le fallacie che commettono, però, non finiscono qui. E più le fallacie sono sottili, più è difficile notarle, e pertanto attecchiscono meglio.
Infatti la nuova forma di femminismo che è emersa, ossia quella intersezionale, sta spopolando sempre di più... specialmente fra i giovani e fra gli uomini.
Uno dei loro cavalli di battaglia è che il femminismo intersezionale si occuperebbe dei diritti di tutti, anche di quelli maschili.
Ovviamente dal punto di vista storico non è mai stato così. E’ una invenzione moderna di un paio di anni... ma questo basta per far alzare anche le bandiere più flaccide.
Ed ecco quindi che orde di maschi si gettano col sorriso dentro la tana del mostro, pronti ad essere divorati, ignari che da lì a poco le loro carni saranno dilaniate e di loro non resteranno neanche le ossa.
In fondo, se il dogma di base resta lo stesso, ossia identificare l’uomo come carnefice privilegiato, in quale modo pensate che si occupino dei problemi legati all’androsfera?
Fa ridere solo il pensiero.
E’ un po’ come se i nazisti dicessero “Ci occupiamo anche dei problemi degli ebrei”, e gli ebrei rispondessero “Fanno bene i nazisti a buttarci nei campi di concentramento, ce lo meritiamo, abbiamo rovinato la Germania”.
Metafora forte, provocatoria, ovviamente non c’è nessun genocidio in atto e le due cose non sono paragonabili… ma rende il paradosso.
Sempre più uomini vanno in giro a sproloquiare di privilegio maschile, società pAtRiArCaLe e scemenze varie a sfondo misandrico, aderendo così al delirio femminista.
Autolesionismo ideologico.

A questo punto nasce una domanda lecita. Come mai il femminismo intersezionale, che in altre occasioni ho ribattezzato “Femmicristo” (recuperatevi i post vecchi), riesce a fare presa sugli uomini?
Proprio grazie alla fallacia del “vero scozzese”.
Se sei un vero scozzese devi mangiare haggis. E tu non vuoi che la gente metta in dubbio il tuo essere scozzese, giusto?
E allora la scelta è solo una… mangialo e dimostra di essere un vero scozzese.

E’ inutile negarlo, a parte le nuovissime generazioni, tutti quelli dai 30 anni in su sono cresciuti a pane e Ken il guerriero, insalate di cibernetica e Goldrake, mappazzoni al cioccolato con sfere del drago, e per finire un cocktail di Batman, Superman e Uomo Ragno.
Il mito dell’eroe che salva la dama in pericolo è ormai nel nostro DNA, e lo è da secoli, partendo dall’epica classica fino ad arrivare, appunto, ai prodotti della cultura pop.

Se la damigella in pericolo chiama, l’uomo risponde. Siamo fatti così.
Che sia cultura, stereotipo di genere, biologia (si, c’è!), non sta a me dirlo. Ma è un fatto.
Il mito del "vero uomo" ci è entrato dentro… ed il vero uomo salva le dame in pericolo e libera le principesse rinchiuse nella torre.
Cambiano gli anni, cambiano le metafore, ma noi non cambiamo mai.

Il femmicristo, dipingendo la donna come eterna vittima oppressa (rinchiusa nella torre), innesca nella donna un senso di rivalsa sociale, ma nel maschio va a toccare proprio questo meccanismo atavico dell’eroe.
E allora in alto le lance, selliamo i destrieri, si abbassino le celate e tutti a salvare le dame in pericolo! Mostriamo di essere veri uomini!
Se sei un vero uomo sei femminista. E tu non vuoi che la gente metta in dubbio il tuo essere un vero uomo, giusto?
E allora la scelta è solo una… pugna contra lo dimoniaco PaTrIarCaTo e dimostra che si omo!

Per le menti semplici questo basta e avanza, si mettono la spilletta “Alleato” (come se fosse una guerra) e sono contenti. Sono finalmente diventati veri uomini… oppure no?

In fondo cosa è questo “vero uomo”?
E’ alto? E’ basso? Ha i muscoli? La panza? Ha da puzzà? E’ blu?
Come è fatto sto “vero uomo”, se po’ sapè o no?
Boh, nun se sa… è un mito, eppure a quanto pare essere “un vero uomo” è qualcosa che ci tocca profondamente, o per lo meno la maggior parte di noi.

Qui arriva la fallacia ed il paradosso del femmicristo. Invece di provare a superare gli stereotipi di genere, e lasciare ad ognuno la libertà di autodeterminarsi e di essere un po’ quello che cazzo si vuole (quindi anche aderire liberamente ai vecchi modelli!), loro puntano a sostituire un modello con un altro. Mettere il loro ideale di “vero uomo” al posto di quello che c’era prima, obbligando gli altri ad aderire, a volte anche con la forza… si pensi alla cancel culture.
Una differenza non indifferente, mi si conceda il gioco di parole.
Lo vediamo quando vomitano improperi sul “machismo tossico” (altro grande mito che sfateró in futuro), e l’esempio più comune che fanno è quello di criticare il fatto che i maschi siano cresciuti sentendosi dire “Un vero uomo non piange”, e quindi hanno seguito ciecamente questo modo di comportarsi “tossico”.
Condivisibile o meno, è certamente incoerente, perché prima criticano il concetto di "vero uomo" e l'imposizione di certi modelli comportamentali, ma poi eccoli che dettano le nuove linee guida sulla base di quello che loro hanno deciso sia il “vero uomo”.
E quindi vai di tutta una serie di regole e imposizioni morali e comportamentali che, nella loro narrazione, il maschio dovrebbe seguire.
In pratica si va da un dogma all’altro.
Il femminista deve essere “un vero uomo” proprio come “un vero scozzese” mangia haggis.

Un vero uomo si scusa a nome di tutto il genere maschile per la violenza sulle donne.
(Ma se io non ho fatto niente, di che mi devo scusare?)
Un vero uomo non sessualizza il corpo della donna.
(Ma se io sono etero, su cosa devo proiettare il mio interesse sessuale, sui sassi?)
Un vero uomo non solo non fa catcalling, ma non guarda neanche le ragazze per strada.
(Non molestare, sono d'accordo... ma lo sguardo? Sul serio?)
Un vero uomo rispetta il corpo delle donne e quindi è contro la pornografia e la prostituzione.
(Farci mettere una cintura di castità no? Evviva il porno e le prostitute.)
Un vero uomo sa che è privilegiato!
(Si, il privilegio di essere sempre in cima alle classifiche di morti e suicidi... )
Un vero uomo usa il linguaggio inclusivo perchè sa che l’italiano è una lingua sessista!
(Ahahahahaha vabbè, ciaone proprio!)
Ed ovviamente “un vero uomo” è contro il PaTrIaRcAtO, sostiene il FEMMINismo buono e giusto, combatte il MASCHILismo cattivo, non fa MENspleaning, è seduto composto e non fa MENspreading, non ha comportamenti da MACIO tossico... e si strappa le palle perchè deve essere punito dal Femmicristo per via del suo peccato originale, ossia essere nato XY ed avere il testosterone.

Questo a mio avviso lo fa diventare un cappone, altro che cavaliere!

Ecco, forse ho trovato la risposta che cercavo.
Il “vero uomo” di oggi si sente un cavaliere senza macchia, ma in realtà è solo un senza palle. Si crede un eroe chiamato a difendere le donne, crede di mollare i vecchi stereotipi di genere, ma de facto abbraccia masochisticamente tutta una narrazione che, fin dalla base, non fa altro che dirgli quanto lui faccia schifo. Perchè, ripetiamolo, parte dell’ideologia femminista è che la donna è eternamente oppressa proprio per colpa dell’uomo, eterno dominatore, ossia il PaTrIaRcAtO... ed il femmicristo che sostiene di occuparsi anche dei problemi maschili imputa sempre e comunque la colpa di ogni male al PaTrIaRcAtO.
In pratica se la donna soffre è colpa della società fatta ad immagine degli uomini, pertanto colpa degli uomini… e se gli uomini soffrono è sempre colpa del PaTrIarCatO, quindi colpa degli uomini. Oh yeah!
Il cappone, pertanto, non fa altro che dire “Si, io faccio schifo come la merda! Punitemi!”.

Paradossale, no?
Per qualsiasi normodotato sì. Per i femministi capponi, a quanto pare, no… tanto che con la frase “Real men are feminists” ci hanno fatto sopra tutta una serie di prodotti di merchandising che vanno dalle tazze alle magliette, e vendono un casino!
Sia chiaro, chi ci lucra è un genio, fa bene a spillargli soldi, il problema è chi li compra!

Ovviamente, mentre i cavalieri di una volta accettavano sempre i duelli perchè dovevano dimostrare di essere “veri uomini”, al contrario “veri uomini” di oggi invece lo rifiutano nel modo più assoluto, perchè lo scontro è “tossico”, anzi, scappano sistematicamente dal dibattito e dal confronto pubblico e si arroccano nelle loro torri.
Lo vedo ormai di continuo, arrivano sulla mia bacheca, scrivono la loro stronzata, al massimo rispondono un paio di volte ma poi, quando gli dici di spostare il dibattito in diretta visto che non vuoi perdere tempo a scrivere cose che nessuno legge, e alzi il tiro, ecco che si dileguano.
Per questo ho smesso proprio di rispondergli, non ne vale la pena.
Ma è un fatto… tutti i capponi che ho invitato in diretta a sostenere le proprie tesi, per un motivo o per un altro, hanno sempre rinunciato.

A questo punto non posso fare altro che pensare che il capponismo sia il nuovo sport nazionale. E' tipo il triathlon e contempla tre discipline: La marcia, il lancio del peso e la corsa.
Chi è cintura nera di capponismo inizia marciando pubblicamente in prima linea mentre sbandiera certe ideologie woke. Quando gli si para davanti un avversario, ed è il momento di dibattere e sostenere certe posizioni, passa al lancio del peso, ossia gettare via la propria dignità il più lontano possibile. A quel punto è la fase della terza disciplina, la corsa, e consiste nella fuga dal dibattito e dal confronto.
Essendo un e-sport, non li aiuta neanche a tenersi in forma.

L'unica cosa vantaggiosa che vedo nell'essere un cappone è il sesso. Si, è strano e sembra una contraddizione, ma a quanto pare entrare nei circoli femministi fa rimediare qualche scopata. Addirittura conosco gente che si finge femminista proprio perché così rimorchia.
Furbi.
Per carità, non oso immaginare come possa essere deprimente una vita intera assieme ad una isterica che ti identifica come fonte di ogni male, quindi mi auguro che il loro sia solo sesso occasionale… ma devo ammettere che, a quanto pare, alla fine qualcosa rimediano.
Che sia tutta qui la verità? Che lo scopo conscio o inconscio sia seguire il famoso pelo che tira più di un carro di cento buoi?
Non mi sorprenderebbe.

Per concludere… i "veri uomini" sono femministi? No.
Siamo tutti uomini, abbiamo due braccia, due gambe, un cervello, un cuore.
Mica ci sono uomini di plastica, di carta o made in china (ba dum tsss).
Facciamo cose giuste e cose sbagliate. Soffriamo e gioiamo. Siamo eroi e criminali.
Veri uomini, falsi uomini, ma fate un po' come cazzo vi pare e siate liberi di esprimere voi stessi, purchè si rispetti la legge, si rispettino le altre persone e non si rompa il cazzo al prossimo imponendo la propria morale.

Come sempre quando tocco “tematiche di genere”, ignorerò i capponi e le isteriche, bannerò i più molesti e risponderò solo agli amici. Non ho intenzione di chiudermi in sterili ed inutili discussioni su fb che non leggerà nessuno e mi faranno solo buttare tempo nel cesso ripetendo le stesse cose mille volte.
Se qualcuno che si è pubblicamente esposto su questi temi vuole diritto di replica, organizziamo un dibattito in diretta che resterà online e tutti potranno vederlo.
Preciso anche che prendo le distanze dai commenti che saranno sotto il mio post, sono responsabile delle mie parole e non delle parole altrui.


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