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29, Nov 2021

C'è tanto da dire, forse troppo.
In un solo video riusciamo a vedere tutti gli stereotipi ed i luoghi comuni di un paese.
Possiamo trovare l’uomo medio, il subumano, i ruoli di genere, la molestia, la goliardia che goliardia non è ma tanto la useranno come scusa perchè altrimenti dovrebbero ammettere che sono bestie, e molto altro...

A cosa mi riferisco?
Scusate, lo davo per scontato. In effetti è bene spiegarlo per chi non ne è ancora al corrente.
Ieri la giornalista sportiva Greta Beccaglia, durante un servizio per Toscana TV, si è recata fuori dallo stadio per parlare della partita Empoli-Fiorentina.
In piena diretta, mentre la ragazza svolgeva il suo lavoro, ha ricevuto diverse molestie di tipo verbale, catcalling, e si vede addirittura un tifoso che, fregandosene di essere in tv, arriva a toccarla facendo una vistosa e quantomai inopportuna palpata del suo fondoschiena.
Stando anche a quello che riporta il cameraman, le molestie verbali sono durate praticamente tutta la giornata e non solo in quello specifico frangente.

Primo stereotipo centrato in pieno: Il tifoso è un subumano.
Ok, no, non tutti i tifosi, perché alla stadio c'erano migliaia di spettatori. Ma se ci concentriamo solo su quelli che hanno transitato là dove la giornalista faceva il servizio, e vediamo quanti le hanno rotto le palle e quanti no, la percentuale è alta.
In pochi minuti di diretta in tre sono riusciti ad infastidirla in modo più o meno grave.
Se anche il cameraman ha dichiarato che era un continuo, evidentemente lo stereotipo non è troppo lontano dalla realtà. Se 1 tifoso su 10 da fastidio, o anche 1 su 100 se vogliamo essere di manica larga, c’è un problema.
Goliardia risponde qualcuno, si giocava risponderebbe un altro, era un clima di ilarità generale potrebbero aggiungere. No, mi spiace. E’ molestia, senza “se” e senza “ma”.
Quale sarebbe il passaggio dal “festeggiare la vittoria della propria squadra” al “ti infilo il cazzo nell’orecchio”?
Non c’è.
Il fatto che un cretino festeggi, non lo autorizza a limitare l’altrui libertà.

Secondo stereotipo centrato in pieno: La folla è sciocca e irrazionale.
Ci auguriamo che quello che ha molestato fisicamente la ragazza sia identificato e denunciato.
In genere poi, quando li beccano, dicono sempre tutte le stesse cose.
“Non ero in me”, “No so perchè l’ho fatto”, “Sul momento sembrava divertente”, “Ma io scherzavo”, ecc… tutto si conclude in “Non sono così, non capisco cosa mi sia preso, chiedo scusa, in quel momento non stavo pensando”.
La spiegazione è facile.
Quando un depensante si trova in mezzo alla folla (sia anche quella digitale), perde i freni inibitori. Si sente deresponsabilizzato, un po’ come quando la gente usa profili fake su FB. A quel punto si è liberi di tirare fuori quello che si ha dentro, certi di restare impuniti.
In mezzo alla folla l’individuo scompare, nessuno è più responsabile di niente.
Se non ci fosse stata una telecamera a riprendere, nessuno avrebbe mai potuto capire chi è stato a commettere il gesto.
“Ero in mezzo alla gente e qualcuno mi ha toccato”, avrebbe detto la giornalista... ma poi quel “qualcuno” sarebbe rimasto ignoto e non lo avrebbero mai beccato.
Ed ecco qui, trascinati dalla massa, deresponsabilizzati, che emerge il lato peggiore di noi, quello che non mostriamo in genere per via dei filtri sociali… ma in quella occasione. con tutto quel casino… oh, beh...
Ed in quel contesto il cretino che l’ha toccata non ha minimamente fatto caso alla telecamera, non si è posto proprio il problema, magari ha pensato furbamente “Tanto tutti stanno facendo così, chi se ne accorge se la tocco anche?”.
Beh, gli è andata male. Se qualcuno lo riconoscesse, per favore segnalatelo alla polizia e aiutiamo la giornalista Beccaglia.

Terzo stereotipo centrato in pieno: gli uomini infastidiscono le donne per strada.
Chiaro che non lo fanno tutti, e se li contiamo capiremo che è una piccola parte rispetto all’interezza. Una persona quando viene infastidita tende a contare solo la parte negativa, ignorando che magari intorno ci sono altri centinaia e centinaia di individui che non la considerano per nulla.
Tuttavia è un fatto, una ragazza che cammina per strada mediamente almeno una volta qualcuno gli deve dire qualcosa e rompere le palle. Questo è oggettivamente snervante.
Anche io quando ero più giovane, avendo i capelli fino al culo, di continuo mi sentivo dire alle spalle “A bionda”, “A bona” e cose simili quando camminavo. Quando poi mi giravo e gli ridevo in faccia tutti mi rispondevano “Che schifo, ma sei fr***o!”.
So benissimo cosa si prova. Mi toccavano anche il culo in metro.
Osservando chi lo fa, ho avuto modo di vedere come siano sempre persone cresciute in contesti di periferia, paesini, situazioni di degrado, non particolarmente abbienti, di scarsa cultura e senza una posizione sociale/professionale elevata.
Quello che mi sono sempre chiesto è se sta gente pensi di essere simpatica, pensi che l’altra parte apprezzi e pensi che magari riescono davvero a rimorchiarla.
Cioè, sul serio sto cretino che ha molestato la giornalista si sperava di attirare le sue attenzioni e conquistarla? Cosa sperava che accadesse? Che lei si fosse girata e gli avesse fatto un pompino di ringraziamento?
No, sul serio... ma che hanno nella testa ‘ste persone, la merda?
Non ho visto MAI un solo idiota riuscire a rimorchiare una ragazza facendole delle molestie.

Tre stereotipi su tre presi in pieno. Complimenti, bella media!

Attenzione però… per fini propagandistici ho visto che c’è chi paragona tutto quanto allo stupro, fosse anche un semplice “ciao bella”.
Mi spiace, ma questo è troppo.
Catcalling è una cosa. Molestia verbale un’altra. Molestia sessuale un’altra ancora. Violenza sessuale un’altra cosa ancora… e come tali devono essere trattati.
La normativa di legge, a quel che mi pare di capire e spero di non scrivere cose imprecise (PRENDETELO COI GUANTI), distingue la violenza sessuale dalla molestia sessuale… ma non parla di molestia verbale e catcalling.

Il catcalling non è reato e, a mio avviso, non deve esserlo.
Chi lo fa è un cretino, è maleducazione, infastidisce la persona che lo riceve… ma no, non ci sono proprio gli estremi per procedere. Un “ciao bella”, un bacetto a distanza, oppure il “chiamare il gatto”, seppur fastidioso, non lede nessuno.
La molestia verbale è un gradino dopo, perchè si passa dal semplice “apprezzamento” (LOL), a dire frasi offensive. Roba tipo “Che belle labbra da pompinara che hai”, “Dai toccami l’uccello” o simili. Quando la verbalizzazione della sessualità è esplicita e diventa offensiva poichè lede la dignità dell’altra persona, a mio avviso andrebbe punito. A quel punto secondo me il reato dovrebbe essere paragonato a quello di ingiuria… e di conseguenza se la donna/ragazza risponde a parolacce, dovrebbe configurarsi il diritto di reciproca ingiuria. Se poi si dicono cose particolarmente esagerate, dando all’altra della prostituta o simili, si potrebbe prefigurare anche il reato di diffamazione.

Ad oggi, secondo la legge, la molestia sessuale è quando dalla parola si passa alla violazione dello spazio fisico altrui. Palpare, toccare, spingere il proprio pube strusciandosi, oppure dare baci non voluti con la forza (ci sta che uno fraintenda dei messaggi e dia un bacio, e l’altra dica “no sei solo un amico”, sto parlando di forzare l’altro).

In fine la violenza sessuale vera e propria riguarda penetrazioni (vaginali o anali), obbligare a fare sesso orale e simili. Ma non solo, secondo la cassazione si potrebbe configurare il reato di tentata violenza sessuale anche per atti di “corteggiamento” estremamente invasivi (quindi con molestie verbali e fisiche) nel caso in cui volontariamente si impedisca all’altra persona la possibilità di fuga (chiudere a chiave la stanza, la macchina, ecc…).

Si, lo fanno anche le donne, per questo ho parlato di “persona”. Ricordiamoci però le statistiche, e ricordiamoci che in questo specifico post stiamo esprimendo solidarietà per Greta Beccaglia.

Fatte queste precisazioni, sto notando che va anche di moda criticare “lo sguardo”. In pratica anche un uomo che guarda una donna adesso sembrerebbe essere offensivo.
Questo lo dicono le femministe più talebane (in una diretta avevo già blastato questa scemenza che era emersa in un video dei The Show).
Partiamo dal presupposto che noi non siamo nella testa delle altre persone. Se qualcuno ti guarda, non è perchè il secondo dopo verrà là a violentarti.
Magari ti guarda perchè ti ha scambiato per una persona che conosce, magari ti guarda perchè vorrebbe venire a parlarti e chiederti il numero ma si vergogna (ed è lecito!), magari ti guarda semplicemente perchè sei bella o brutta (eh si! anche la bruttezza attira!), perchè hai un dettaglio che accentra l’attenzione su di te come il colore dei capelli o un vestito particolare, e molto altro. Una persona ti potrebbe guardare per mille ragioni. Chi se ne esce con frasi tipo “mi sentivo stuprata dal suo sguardo” ecc… è solo una deficente, senza mezzi termini.
Seconda cosa, sono maschio e sono etero, tu sei una bella ragazza, mi spiace è la mia natura guardarti. Non ci posso fare nulla, sarò inevitabilmente attratto da te. Non demonizziamo la sessualità maschile a tal punto da voler vietare addirittura l’attrazione fisica che proviamo.
Se ti vengo a parlare e ti chiedo di uscire, non ti sto facendo male. Se mi dici no, al massimo provo una seconda volta magari facendo una battuta, ma se anche la seconda volta è “no”, fine, mi levo dalle palle. Hai diritto di lamentarti se insisto in modo molesto, ma non trattiamo uno sguardo o un approccio lecito ed educato come fosse una violenza.
Questo è frutto del pensiero misandrico tipico di alcune sfere femministe.

Chiudiamo ora con due parole per il presentatore.
Ho visto che in molti lo hanno criticato, ma a mio avviso è stato frainteso. Il suo “non te la prendere” non serviva a sminuire il gesto, ma a calmare la ragazza e cercare di mantenere decoro professionale.
Ha sbagliato, ma lo ha fatto con le migliori intenzioni. Probabilmente non se lo aspettava neanche lui e sul momento non sapeva come gestire la cosa. A mente fredda siamo tutti bravi a parlare, poi però bisogna vedere come si reagisce sul momento.
Cosa avrebbe potuto fare?
Beh, sicuramente criticare pubblicamente il gesto, dire sul momento che lo avrebbero denunciato, e soprattutto invitare tutti gli ascoltatori a non prendere esempio da quel cretino, ricordando che bisogna sempre rispettare le altre persone e che questo è un gesto estremamente sessista e maschilista, che mostra totale disprezzo nei confronti dei diritti e della dignità della giornalista. E magari dire anche due parole alla ragazza, tranquillizzarla e poi un “finto il servizio e corri in studio, non è il caso che tu stia lì ancora”.
Ma ripeto, era chiaramente colto di sorpresa anche lui e non ha saputo gestire la cosa… non è vero che ha minimizzato.

Spero che le mie parole facciano riflettere più di qualcuno.
Rinnoviamo la solidarietà nei confronti di Greta Beccaglia. Se qualcuno di voi che mi segue ha il vizio di rompere le palle alla gente per strada, fatevelo passare o toglietemi il like, e soprattutto impariamo il rispetto verso l’altro sesso, qualunque esso sia.

Nuovamente, quando tratto di tematiche di genere, ignorerò capponi ed isteriche, bannerò i più molesti e prenderò le distanze da tutti i commenti che non siano i miei. Ovviamente, in linea con le nostre policy, inviterò in diretta chiunque si stia esponendo su certi temi qualora volesse diritto di replica.


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